Dal CantierEducare15, il libro “Educare nel tempo dell’estraneità”

Posted on Feb 5, 2018 in news
Dal CantierEducare15, il libro “Educare nel tempo dell’estraneità”

È edito da Franco Angeli, nella collana I territori dell’educazione, il primo libro che raccoglie una delle esperienze più entusiasmanti realizzate dalla LUdE: la prima edizione del CantierEducare, l’evento che abbiamo organizzato insieme alla Fondazione Cariparma dal 6 al 10 ottobre 2015 a Parma.
Da quella cinque giorni, incentrata sul tema dell’estraneità in educazione, sono emersi temi, approcci, riflessioni proposto da operatori del settore ma anche da alcuni dei più interessanti educatori, psicologi, antropologi e sociologi della scena italiana. Questi contributi sono stati sintetizzati nel volume “Educare nel tempo dell’estraneità. Il lavoro educativo nelle urgenze della crescita contemporanea” a cura di Giulia Ruta e Mario Schermi (Franco Angeli), con i contributi di Paolo Andrei, Alessandro Arrighetti, Alessandro Bosi, Franco Cambi, Andrea Canevaro, Luigi Ciotti, Nando dalla Chiesa, Michele Gagliardo, Maria Grazia Giampiccolo, Anna Lazzarini, Ivo Lizzola, Elena Luciano, Sergio Manghi, Raffaele Mantegazza, Moni Ovadia, Angelo Righetti, Maria Grazia Riva, Salvatore Rizzo, Paola Scalari, Marianella Sclavi, Carlo Sini, Tiziana Tarsia, Sergio Tramma, Emilio Vergani.

 

Dalla presentazione del volume

A guardare la contemporaneità ci sembra di scorgere persone sempre più slegate dai contesti, dalle appartenenze, dalle culture particolari… così come ci sembra di scorgere comunità sempre più indeterminare, diffuse, in continua trasformazione. Simili condizioni appaiono provocare, con una certa evidenza, nelle vicende singolari e plurali, vissuti e sentimenti di estraneità.
Sul versante promettente, l’estraneità fa sentire le persone affrancate dal peso delle relazionalità subite, non scelte, e le comunità libere di estendersi fino ai confini del globo. Sul suo versante critico, però, l’estraneità fa sentire le persone smarrite, disperse, prive di ancoraggi consistenti, e le comunità confuse, senza che si possano ritrovare in luoghi comuni e in valori condivisi.
In questo ulteriore salto di complessità, promettente e critico (come sempre), che transita per i vissuti di estraneità, tocca ammettere quanto, tra le pratiche che ci fanno persone e mondo, anche l’educare stia vivendo una stagione di particolare affanno. Lungo quali figure di identità accompagnare le crescite? Presso quali città imbastire legami?
È nel vivo di una rinnovata impresa educativa, chiamata a rispondere anche alle sfide della contemporanea estraneità, che il presente volume ha raccolto saggi differenti, intrecciando diverse esperienze e diverse prospettive disciplinari, perché insegnanti, educatori, psicologi, assistenti sociali, pediatri, amministratori, studiosi e ricercatori potessero cogliere le possibilità e contenere le criticità in gioco nei vissuti di estraneità e rilanciarle come ulteriori occasioni di crescita.

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