Il corpo: tema dell’anno formativo 2017

Posted by on Mar 22, 2016 in news | No Comments
Il corpo: tema dell’anno formativo 2017

Il corpo è il primo supporto del farsi del soggetto. Supporto di segni, di immagini, di significati. Una soglia. Qui il soggetto avviene al mondo e il mondo al soggetto. Quasi senza soluzioni di continuità. Il corpo è ambivalenza. Per certi versi, espressione e confusione. Talvolta lo si è riconosciuto nel suo potere di segno, fino alla ricerca di accordi, di armonie, di danze. Talaltra lo si è trascurato come ricettacolo di altro, fino al suo degrado, alla sua negazione, al suo sacrificio.

La storia dell’educazione, talvolta, ne ha accompagnato i riconoscimenti. Più spesso, ha partecipato direttamente ai suoi tradimenti, ai suoi avvilimenti, agli imprigionamenti. Nella scomoda posizione di un al di qua da tralasciare, dimenticare, superare è stato il primo territorio della domesticazione, dell’addestramento, della privazione: passaggio per la conquista di un al di la tutto da realizzare. Come se crescere dovesse comportare lasciarsi dietro qualcosa, emendarsi, liberarsi.

Per molti secoli crescere ha significato costringere il corpo, superarlo, saltarlo. Parecchie rappresentazioni ce lo restituivano oggettivato, a tratti nascosto, a pezzi mutilato. Parecchie discipline lo avevano tra i propri obiettivi (più o meno intermedi), ma per inibirne i gesti, i comportamenti.. o per “curvarne” le abilità in senso funzionale, strumentale..

Solo di recente un certo recupero della materialità ha restituito attenzione e riconoscimenti al transito del corpo e alla corporeità, in quanto inestinguibile condizione del soggetto. Ma molta strada resta ancora da fare e, non di rado, alcune vie intraprese per tentare nuovi avvicinamenti, appaiono come sbrigative scorciatoie, pericolose anticipazioni di nuovi nascondimenti.

Almeno dalle nostre parti e per il momento ci sembra di scorgere bambini che hanno corpi sempre più coccolati, ragazzi che li hanno sempre più stressati, adulti che li hanno sempre più mascherati, anziani che li hanno sempre più trascinati (..come sacchi).

All’educare possono aprirsi due straordinarie vie di lavoro:

  • tentare un riconoscimento del corpo, svelandone genealogicamente le dimenticanze e le deviazioni;
  • ripensare le pratiche educative (professionali, organizzative..) a partire dalla corporeità, in quanto confine, transito, supporto ineludibile della formazione del soggetto.

Sarà cura della LUdE, per l’intero arco dell’anno formativo 2016, muovere l’attenzione, il dibattito, la riflessione.., nei luoghi dell’educare e nei suoi dintorni, perché didattiche e pedagogie prendano a ripensarsi nel dialogo con i corpi in crescita. La corporeità sarà così al centro delle nostre giornate studio, dei nostri seminari, delle nostre ricerche ..e del nostro cantiere.

Non ci resta che augurarci un buon anno formativo e di invitare, chiunque lo volesse, ad offrirci dritte, consigli, contributi, suggerimenti, questioni.. che riguardino l’educare.. a partire dal corpo (cominceremo col farne uno Zibaldone).

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